Lunedì 3 Giugno 2024, ore 17, presso la Sala Conferenze dell’Accademia delle Scienze di Ferrara in via del Gregorio, 13 (Piazza Ariostea) a Ferrara


Sarà consentito seguire l’evento in presenza, fino a esaurimento dei posti disponibili o in collegamento streaming al seguente link: https://youtube.com/live/Swn3Bz6Cuws?feature=share


La seduta è aperta a tutta la cittadinanza interessata all’evento


  • Saluto del Presidente dell’Accademia delle Scienze di Ferrara, Prof. PIER ANDREA BOREA (Professore Onorario dell’Università di Ferrara)
  • Il relatore sarà presentato dal Prof. FILIPPO FRONTERA (Professore Emerito dell’Università di Ferrara, Astrofisico e Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica Italiana), la seduta sarà tenuta dal PROF. GIANNI ZAMORANI (Astronomo ordinario at INAF Bologna Astronomical Observatory, Director of the INAF Bologna Astronomical Observatory. Presently: Associate Researcher at INAF-OAS Bologna, Accademico dei Lincei) che svolgerà una relazione sul tema: Il Telescopio Spaziale James Webb: una rivoluzione dal sistema solare alle galassie più lontane.
  • Sarà inoltre conferita, al socio onorario Prof. Gianni Zamorani, la medaglia del Nummus Aureus per i riconoscimenti accademici.

Abstract

Il telescopio spaziale James Webb è stato lanciato il giorno di Natale del 2021. Con il suo specchio di 6 metri di diametro (circa 2,5 volte il diametro del telescopio spaziale Hubble) e con la sua sensibilità in un intervallo di lunghezze d’onda diverso da quello di Hubble (nell’infrarosso invece che nel visibile) il telescopio James Webb sta ottenendo dati rivoluzionari per tutti i campi dell’astronomia, dagli oggetti più vicini, come i pianeti del sistema solare, fino alle galassie più lontane, mai viste prima, quando l’Universo, che oggi ha un’età di 13,7 miliardi di anni, era nella sua infanzia (circa 400 milioni di anni).

In questa conferenza presenterò brevemente qualcuno dei risultati più interessanti ottenuti da James Webb fino ad oggi, mostrando come, in qualche caso, questi dati stiano portando gli astronomi a rivedere in modo significativo idee e modelli che prima del lancio di James Webb sembravano invece ben consolidati.