Da Mozart a Springsteen: un viaggio attraverso i misteri della voce in musica

Giovedì 16 ottobre 2025, alle ore 17, seduta accademica organizzata dall’Accademia delle Scienze di Ferrara, presso la Sala Conferenze dell’Accademia delle Scienze di Ferrara in via del Gregorio, 13 (Piazza Ariostea) a Ferrara


Sarà consentito seguire l’evento in presenza, fino a esaurimento dei posti disponibili o in collegamento streaming al seguente link: https://youtube.com/live/AmBxMoiznXU?feature=share


La seduta è aperta a tutta la cittadinanza interessata all’evento


  • Saluto del Presidente dell’Accademia delle Scienze di Ferrara, Prof. Pier Andrea Borea (Professore Onorario dell’Università di Ferrara)
  • Relazione tenuta dal Prof. Luigi Dei (Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff” – Università degli Studi di Firenze & Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria”, già Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Firenze)

Abstract

DA MOZART A SPRINGSTEEN: UN VIAGGIO ATTRAVERSO I MISTERI DELLA VOCE IN MUSICA

La canzone, l’aria d’opera, il Lied, insomma la voce in musica quale stimolo culturale, producono rilascio di dopamina nel cervello al pari di stimoli biologici pre-culturali quali fame, sesso, paura: questo l’esito di uno studio di scienziati canadesi pubblicato nel 2011 su Nature Neuroscience. La voce cantata, strumento musicale di straordinaria complessità scientifica, è un potentissimo marchingegno umano per suscitare immaginazione: le parole cantate, esprimendo il loro valore semantico, generano meravigliosamente centinaia di idee e mettono in stato di allerta ed eccitazione tutto il nostro essere. La conferenza-spettacolo, destinata a un pubblico eterogeneo e non necessariamente “coltivato”, illustra gli aspetti scientifici della voce che intona, ma al contempo cerca di penetrare il mistero psicologico che sta dietro alla percezione delle parole cantate, le quali, senza il potere seducente della musica, sarebbero spesso assolutamente insignificanti, talvolta obsolete, quasi sempre totalmente prive di fascino. L’uditorio è accompagnato in un’escursione su sentieri scientifico-musicali da Mozart a Springsteen con stile affabulatorio e accattivante, con l’intento, grazie al potere seducente della voce in musica, d’intrattenere piacevolmente, e perché no, divertire a narrare, in modo altamente divulgativo, di scienza. E così, senza quasi rendersene conto, scoprire che il piacere dell’ascolto musicale, delle intense emozioni che esso suscita, è riconducibile in ultima istanza a una molecola! In una sorta di abbecedario della canzone dall’a dell’amore che viene e che va di De André fino all’ultima lettera dell’alfabeto che chiude il cerchio con il Lied Schubertiano An die Musik, dedicato appunto alla musica, quell’arte che “rapisce in un mondo più bello” per portarci nella magia di un ”accordo segreto” che il “re perplesso” ha usato per comporre Hallelujah, la conferenza analizza i misteri scientifici della voce cantata, quella educata e ben formata dei cantanti lirici, così come quella dei cantautori, dei cantanti di musica leggera, delle rock- e pop-star, dei jazzisti. Alternando la recitazione di un testo piano, scorrevole, spigliato e didatticamente incisivo con le immagini di una presentazione multimediale arricchita, volta a volta, di ascolti e visione di filmati musicali, l’uditorio viene sorpreso, consentendogli di rinvenire, con fantasia e immaginazione un po’ dissacrante, quasi profanatoria, cosa lega le arie del melodramma alle canzoni rock, i Lieder alle canzoni d’autore, la musica leggera a quella cosiddetta classica: il collante si rivelerà essere proprio quella molecola di dopamina che genera il brivido musicale.